sabato 6 ottobre 2018

Casello Alba Ovest: una tassa sui malati e gli accompagnatori - Articolo di Altritasti

Informazione & Formazione dalla provincia di Cuneo per un altro mondo possibile.
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News Letter Altritasti
Altritasti Cuneo, Langhe e Roero n° 113 - Anno III - Giovedì 4 Ottobre 2018
Periodico di informazione on line pubblicato dal 2008
Casello Alba Ovest: una tassa sui malati e gli accompagnatori 







di Gino Scarsi.
L’incontro fra i sindaci della Granda e il Ministro Toninelli avvenuto a Roma il 26 settembre scorso è stato salutato positivamente e con soddisfazione: l’autostrada si farà compreso il casello Alba-Ovest. Noi comuni mortali della provincia dopo decenni di attesa e un tracciato abominevole per il tratto realizzato (che nessuno usa), dovremmo forse gioire di tanta determinazione? Non so, forse dovremmo piangere disperatamente perché si prepara, all’insegna del finire a tutti i costi l’ultimo tratto, una gigantesca e vigliacca trappola...
In effetti non riuscendo ad introitare pedaggi in altro modo si tenta di speculare su malati e accompagnatori.
Il previsto e ambientalmente mostruoso casello di Alba-Ovest d’uscita a Verduno per il nuovo Ospedale, a cosa serve se non a far pagare il pedaggio ai malati, agli accompagnatori e a tutto l’universo ospedaliero?
Se consideriamo che non si pagherà meno di due euro a passaggio e che le uscite e le entrate saranno forse milioni in un anno, e che queste cifre saranno incassate dal concessionario, eccoti spiegato il gigantesco businnes.
Businnes che non essendo riusciti a far entrare dalla porta per un tracciato che ha qualcosa di pazzesco e che nessuno usa (vedi la zeta rovesciata a Massimini di Carrù), si tenta di far entrare dalla finestra con la tassa sui malati.
Desidererei che qualcuno mi smentisse affermando che chi va all’ospedale non pagherà pedaggio, ma allora mi si spieghi subito come sia possibile giustificare un casello con un tale e rovinoso impatto ambientale, solo per permettere l’uscita a Verduno di qualche decina di utenti, d’altronde con altre possibilità.
Ma se nessuno potrà smentire con assoluta certezza l’eventualità di pagare pedaggio per malati e accompagnatori, allora si riconosca che l’attuale ipotesi in progetto è una cosa ingiustificabile e immorale che non va in alcun caso accettata.
Cominciamo col dire un no corale deciso e trasversale al casello di Alba Ovest, e poi considerando che manca l’ultimo tratto da progettare ( quello sostitutivo della galleria sotto Verduno, soluzione che dal punto di vista paesaggistico era la migliore), rimettiamo sul tavolo il discorso su come raccordare questo ultimo tratto mancante. Ben sedici importanti associazioni della Provincia hanno proposto di scegliere la superstrada a due sensi di marcia, molto più veloce da realizzare e meno impattante per l’ambiente e il paesaggio.





venerdì 5 ottobre 2018

Ancora un appello dal presidente per la manifestazione di sabato 06/10/2018 a Nizza


UN TSUNAMI DÈVASTATEUR MITONNÈ PAR LA SNCF ET LA RÉGION PACA RAVAGE NOS GARES TER
ET COULE NOS TRAINS…
      Tous ensemble pour lancer le gilet de sauvetage à notre Service Public le samedi 6 octobre 2018 à 14h 00 gare de NICE-VILLE


Dans sa logique d’abandon du service public et approuvée par la Région Paca, la SNCF s’apprête en 1ere étape à fermer des gares et des guichets TER ou à réduire de façon draconienne leurs amplitudes en préparation de l’ouverture à la concurrence avec la suppression massive des personnels de gares et des trains remettant en cause la qualité du service public et la sécurité : retards, suppression de trains, gares fermées se conjuguent etc. À cette politique de casse, la SNCF ajoute la suppression des trains grandes lignes (Strasbourg, Genève, Bordeaux etc.) les TGV Paris remplacés par quelques OUIGO.
Alors qu’il y a une forte demande pour les trains de nuit, le train Bleu Nice-Paris et les Nice Strasbourg, Nice Bordeaux, Nice Lille ont été supprimés. Les usagers sont désemparés et incités ainsi par la SNCF à déserter le rail.
C’est inacceptable.
Liste des gares menacées
Il s’agit des gares TER SNCF de : Fréjus, Boulouris, Mandelieu, Cannes la Bocca, Golfe Juan, Juan les Pins, Biot, Villeneuve Loubet, Cagnes sur mer, Cros de Cagnes, St Laurent du Var, Nice-Riquier, Villefranche, Beaulieu, Carnoles, Menton, Menton-Garavan, La Trinité, Sospel et Tende, des gares des Chemins de Fer de Provence.  Pont de Gueydan et La Tinée …

C’est l’avenir ferroviaire de la Côte d’Azur et du haut Pays qui sont aujourd’hui l’enjeu. Nous devons rassembler tous nos forces pour réagir face à ce désastre humain, écologique, réclamer à la SNCF de revoir sa copie, revendiquer à la Région PACA et des pouvoirs publics qu’ils mettent  en œuvre sans tarder les directives du Contrat de Plan 2015/2020, qu’ils contribuent à la création d’un comité de travail composé de l’État, la Région Paca, les Métropoles, les Départements, les transporteurs, les associations d’usagers et syndicats dans le but d’établir un état des lieux,  définir les actions à mettre en œuvre  pour améliorer les conditions de transport en PACA dans l’immédiat et en projets y compris le fret revendiqués par les usagers du rail et les populations.
Tous ensemble pour dire non à cette politique néfaste, le samedi 6 octobre 2018 à 14h 00 gare de NICE-VILLE
Cordialement  
Nallino Germain
Président

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lunedì 1 ottobre 2018

Manifestazione il 06/10/2018 alla stazione di Nizza comunicato da Amis du Rail Azurèen

Bonjour aux Amis et Défenseurs du Rail
Le service public de proximité, les gares SNCF et les guichets de gares sont menacés de fermeture (Interview G. Peppy Europe1 le 21/09/2018 scoop sur la politique SNCF nouvelle formule de vente de billets sur internet et téléphone, envoi des titres par la poste !!!) . Le directeur départemental SNCF s’est empressé d’appliquer ces directives avec zèle, il programme  la mise en œuvre d’une casse organisée des gares et guichets, du personnel dans les trains. C’est inacceptable pour les usagers et les populations et aussi les cheminots qui ont lancé l’alerte.
De même la région PACA dans le cadre de la réduction des coûts annonce la fermeture des gares de  Pont de Gueydan et la Tinée.  Halte à la gabegie à la course à l’autodestruction de nos services publics qui font la qualité de vie à la française dans nos villages et villes.

L’Association des Amis du Rail Azuréen se joint à la manifestation du 6 octobre 14 h 00 gare de Nice-Ville comprenant Élus, Associations. Syndicats, Cheminots… Nous demandons le maintien, le développement  du service public dans les gares et les trains SNCF et des Chemins de Fer de Provence pour offrir aux usagers un service de transport public à la hauteur des besoins des enjeux économiques et de la qualité de vie des populations ; Nous formulons à cet effet des propositions réalistes.
Tous ensemble élus, associations, syndicats, cheminots  le Samedi 6 octobre 14h 00 gare de Nice-Ville pour une autre politique des transports ferroviaires qui valorise le service public, la sécurité des usagers et des populations.
Vous trouverez en PJ un courrier explicatif.
Vous souhaitant bonne réception, bien cordialement.


Nallino Germain
Président



martedì 25 settembre 2018

Comitato Tutela Piazza Euriopa scrive ai consiglieri a proposito di Bando Periferie


Gentili consiglieri,

Il Governo ha rinviato il finanziamento del Piano periferie fino al 2020.Il destino dei progetti di 96 Comuni è incerto: era un rischio da prendere in considerazione, come abbiamo sottolineato nella segnalazione alla Corte dei Conti. Allora l’Amministrazione aveva ritenuto di procedere con progettazioni ed onerosi impegni.

Ultimamente l’Assessora Manassero ha comunicato che sono stati spesi oltre 200 mila euro per progettazioni e assunti impegni vincolanti (quali e con chi?) per altri 600.000, senza che questa fretta abbia fruttato qualche titolo in più per ottenere finanziamenti.

Leggiamo sui giornali che questa incresciosa situazione desta preoccupazioni per il bilancio comunale, ma non è sufficiente a far desistere la Giunta dall’intenzione di andare avanti anche anticipando risorse della collettività.

Non possiamo fare a meno di giudicare questa dichiarazione contradditoria ed inquietante: se c’è incertezza e preoccupazione per il nostro bilancio, se i finanziamenti non sono certi, perché andare avanti? Ha veramente bisogno di spiegazioni questa caparbietà nel voler procedere, contro ogni logica e prudenza, senza curarsi delle conseguenze.

Cosa impedisce alla nostra Amministrazione di sospendere tutto in attesa che sia emanato il Decreto concordato fra il Presidente del Consiglio e l’ANCI, di aspettare le verifiche che dovranno essere fatte sulla congruità dei progetti, di essere certi delle coperture finanziarie?

Non sarebbe ragionevole, nell’attesa, fare una scala di priorità dei progetti in convenzione presentati dal comune, mantenendo quelli a maggiore ricaduta sulla qualità della vita cittadina - come l’Housing sociale, piazza d’Armi, ciclabilità, interventi in alcuni quartieri - e cancellare definitivamente le opere in project financing più controverse, su tutte il parcheggio di piazza Europa?

Non sarebbe prudente rimodulare i costi di interventi, pure positivi, che appaiono eccessivi?

 A questo punto sono necessarie spiegazioni più approfondite, che vadano oltre la ripetizione scaramantica del ritornello “Andiamo avanti”….!

Se questo non avvenisse, ci aspettiamo che i nostri amministratori si assumano pubblicamente la responsabilità delle possibili conseguenze negative sugli equilibri di bilancio comunale.

Tutto ciò ci pare il minimo per onorare l’impegno di fedeltà ai doveri civici richiesto ad ogni amministratore pubblico.

Attendiamo le vostre valutazioni e le vostre risposte

  Cordialità

Comitato perla tutela di piazza Europa e Piazze

Mail: comitatotutelapiazzaeuropa@gmail.com


Autostrada Cuneo - Asti occorre completare l'opera come SUPERSTRADA Lettera al min. On. Toninelli


Al ministro delle infrastrutture e dei trasporti on. Danilo Toninelli

Gentile Ministro, abbiamo saputo dai giornali che lei dovrebbe incontrare a Roma alcuni amministratori del territorio piemontese in merito alla questione annosa del completamento del collegamento Asti-Cuneo. Il problema, come certamente le è noto, è di arrivare finalmente a connettere la parte orientale del collegamento (verso Asti), a prevalente carattere superstradale, con quello occidentale (verso Cuneo), completamente autostradale. La A33, lunga complessivamente 90 chilometri, è stata costruita per circa 40 chilometri dall’Anas. Questa parte era già terminata nel 2007 ed è stata interamente assorbita dalla concessionaria Asti-Cuneo spa, posseduta per il 35% da Anas e per il 65% da Salt e Itinera (entrambe del gruppo Gavio).

La concessione è stata perfezionata nel 2007: riguardava la gestione della parte già costruita, del valore di 418 mln di euro, e la costruzione-gestione dei 54 km rimanenti, il cui costo era valutato complessivamente in 1040 mln.. La convenzione, registrata il 31 gennaio 2008, prevedeva il completamento entro il 2012. In quel periodo la concessionaria ha realizzato soltanto 14 km. di tracciato nel Comune di Cuneo, terminati nel 2012, ed una decina tra Alba e Asti. Da allora non s’è aggiunto nemmeno un km..

Il progetto iniziale è stato stravolto con la tecnica del carciofo: prima è sparito il tratto che prevedeva un tunnel sotto il Tanaro, poi la tangenziale di Cuneo e per ultimo il tunnel sotto la collina di Verduno. Il collegamento Alba-Asti si percorre in circa 20 minuti ed è fondamentalmente un tratto di comoda superstrada con un inserto di pochi chilometri (a pagamento) in autostrada.

I due pezzi esistenti devono essere connessi con un tratto lungo meno di 9 chilometri (chiamato lotto II.6) in cui era previsto un tunnel a due canne di tre km. Doveva essere completato nel 2012, ma i lavori non sono mai iniziati. Gavio li ha interrotti, sostenendo che il costo era eccessivo, lievitato per le richieste aggiuntive pervenute dal Ministero (peraltro curiose, con allargamenti delle corsie del tutto inessenziali).

I suoi predecessori, Ministro, hanno accettato di cancellare il tunnel (già progettato) e di sostituirlo con un percorso esterno. Ma a Gavio non è bastato. Ha anche chiesto (di fatto preteso) ed ottenuto di finanziarlo non con capitali propri, ma con gli incassi che gli sarebbero arrivati, prolungando di quattro anni la concessione della autostrada Torino-Milano.

Ora numerosi amministratori del territorio e della Regione sostengono che l’unica soluzione per evitare di accumulare ulteriori ritardi sia quella di accogliere le richieste di Gavio, chiedendogli di attuare intanto la parte del II.6 che comprende il cosiddetto casello Alba-ovest, di cui già esiste il progetto.

L’opinione condivisa delle associazioni sottoscritte è invece che questa opzione sia completamente da scartare: il tratto II.6 dovrebbe essere totalmente riprogettato ed avere invece carattere di superstrada, senza pedaggio, eliminando perciò il casello.

 I motivi ?

 1. Il progetto esistente, vecchio di almeno dieci anni, consuma inutilmente suolo prezioso, distrugge un territorio delicatissimo, stretto tra la collina, un canale ed il fiume Tanaro. Questo al solo scopo di realizzare le barriere per la riscossione in contanti del pedaggio autostradale.

2. Il progetto in questione è incompleto e comunque superato e non può essere separato da quello della parte restante (ex galleria) con il quale si dovrà necessariamente raccordare e che ancora non esiste.

3. Il tratto II.6 passa proprio ai piedi del nuovo Ospedale a servizio delle città di Alba e di Bra, che dovrebbe aprire tra pochi mesi. L’idea che per raggiungerlo comodamente (non usando la strada provinciale n. 7 esistente, peraltro stretta e pericolosa) gli abitanti delle due città debbano pagare un pedaggio ci lascia senza parole ... lasciamo a lei la conclusione.

4. Non si capisce perché il raccordo tra autostrada-superstrada debba essere realizzato necessariamente con un tratto di autostrada. Per questi motivi riteniamo quindi che la scelta migliore sia di predisporre per la tratta   II.6 Roddi-Cherasco, un nuovo progetto, di tipo superstradale, che tenga nel massimo conto i difficili problemi ambientali e ne affisdi la realizzazione alla Autostrada Asti-Cuneo spa, naturalmente a sue spese.

5. L’attuale progetto autostradale prevede in via esecutiva la realizzazione di una "discarica per rifiuti speciali non pericolosi" nell'ambito del casello ALBA OVEST, destinata ad accogliere i prodotti chimici impiegati per l'estrazione dei gessi dal tunnel sotto l'ospedale ed i gessi stessi. Una dimostrazione ulteriore che i due tratti del lotto II.6 fanno parte di una progettazione unitaria che in ogni caso andrebbe rivista interamente e sottoposta a nuova VIA.

Cordiali saluti dalle seguenti associazioni delle Province di Asti e di Cuneo che si occupano di tematiche ambientali, seriamente preoccupate per le ultime scelte di completamento di una autostrada nata male, che sinora ha soltanto distrutto territorio e malservito i cittadini. Seguono le firme delle associazioni:

Osservatorio Per La Tutela Del Paesaggio Di Langhe E Roero O.N.L.U.S.
Osservatorio Del Paesaggio Per Il Monferrato E L’Astigiano
Pronatura - Cuneo
Legambiente -Cuneo
Forum Salviamo Il Paesaggio – Cuneo
Forum Mobilità – Cuneo
Isde Medici Per L’Ambiente – Cuneo
Italia Nostra - Sezione Di Alba
Italia Nostra - Sezione Di Bra
Associazione Canale Ecologia -
Associazione Asfodelo - Pocapaglia
Movimento Stop Al Consumo Di Territorio - Comitato Di Asti
Forum Salviamo Il Paesaggio – Asti
Circolo Legambiente Gaia - Asti
Circolo Legambiente Valtriversa - Asti
Wwf - Sezione Di Asti

martedì 18 settembre 2018

Gruppo Pendolari Cuneo - Torino non molla ennesima denuncia problematiche e inadempienze su treni e stazioni.

Claudio Menegon per il Gruppo Pendolari linea Cuneo - Torino non molla e denuncia il perseverare delle problematiche e delle inadempienze su treni e stazioni mediante un'ennesima lettera agli enti competenti, ecco il testo della lettera:

Alla cortese attenzione degli organi ed enti competenti ,
ed in particolare all’assessorato dei Trasporti della Regione Piemonte, all’Agenzia per la Mobilità Piemonte, a Trenitalia ed RFI,
il comitato Gruppo Pendolari della linea Cuneo-Torino vuole porre alla vostra attenzione alcune osservazioni/segnalazioni che sono il  risultato di un piccolo sondaggio da noi svolto e rivolto ai membri del gruppo.
La domanda posta è stata:  Quali sono stati secondo voi, da inizio anno ad oggi, le maggiori problematiche riscontrate sui treni/stazioni da voi normalmente utilizzati?
Le problematiche maggiormente espresse ed evidenziate, e che sono ricorrenti da diverso tempo,  sono state le seguenti:
1. Ritardi/soppressioni 2. Mancanza di adeguata informazione attraverso i vari canali a disposizione (annunci a bordo treno, in stazione o via app (smart caring) 3. Condizionamento/climatizzazione delle carrozze
ma andremo a segnalarvi anche le altre segnalazioni/osservazioni emerse dal sondaggio, che riteniamo comunque importanti e degne di essere considerate nel contesto generale del servizio ferroviario presente sulla linea di nostro interesse, ma molto probabilmente riproducibile anche sulle altre linee regionali.
In dettaglio è risultato che i ritardi anche se minimi (e.g.  5 minuti) sono comunque fonte di  disagio per molti pendolari, anche a causa del  loro ripetersi quasi quotidianamente e della mancanza di informazioni a riguardo.
Il che ci porta al secondo punto:  
In occasione di ritardi superiori ai 15 minuti l’apparato informativo è talmente lacunoso da risultare, spesso, del tutto assente. Se ne è avuta conferma anche martedì 11 settembre dove a causa di un guasto ad un treno tra le stazioni di Carmagnola e Racconigi si sono avuti ritardi superiori alle due ore.  A bordo del treno RV10215 il sistema di comunicazione non funzionava e il capotreno, solo dopo sollecitazione, ha avvisato i viaggiatori che vi sarebbe stato un ritardo di almeno 45 minuti. Peggior sorte è toccata ai viaggiatori del  RV10123 delle 18,25 fermi alla stazione di Porta Nuova partito poi alle 19,51 o a quelli del RV10125 delle 18,55 partito alle 20,40. Da alcune testimonianze che ci sono pervenute, i pochi annunci davano i treni quasi in partenza  ma il ritardo continuava ad aumentare senza sapere la causa. Problemi anche per l’app smart caring: Il treno RV 10213 delle 17,25 ad un certo punto veniva dato con un ritardo di soli tre minuti alla stazione di Fossano, in realtà era fermo a Carmagnola accumulando alla fine un ritardo di 71 minuti, la notifica dello stato treno, data in ritardo, indicava poi un generico “inconveniente“.  Niente smart e poco caring. Sicuramente da migliorare.

Spesso lo stesso personale di bordo, quando reperibile, sembra essere disinformato e alcuni di essi sono addirittura infastiditi dalle richieste di spiegazione da parte dei viaggiatori. Ma il personale di bordo non dovrebbe essere a disposizione per fornire eventuali informazioni ai viaggiatori? 
Già nella lettera del 10/1/2018 avevamo evidenziato che una grossa lacuna del servizio, specie in caso di emergenza, fosse l’informazione.
Sia a bordo treno che in stazione, le informazioni relative a cancellazioni, ritardi o cambio treno spesso non vengono date o vengono date tardivamente  e a volte date anche in maniera confusionaria.
Avevamo anche ricordato che in base al Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, nel caso di un ritardo all'arrivo o alla partenza, i passeggeri hanno diritto a:
 ricevere informazioni sulla situazione e sull’orario previsto di partenza e di arrivo;
 pasti e bevande in quantità ragionevole;
 sistemazione in albergo o di altro tipo, qualora risulti necessario un soggiorno di una o più notti;
17/09/2018
 trasporto verso il loro punto di partenza o di arrivo, se il treno è bloccato sui binari.

E questo regolamento si applica a tutti i viaggi e servizi ferroviari forniti da una o più imprese ferroviarie titolari di licenza in virtù della direttiva 95/18/CE.
Inoltre i passeggeri possono richiedere un compenso minimo pari a:
 il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 minuti e 119 minuti;
 il 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti.

Sinceramente non abbiamo notato alcun miglioramento in tal senso e al rispetto di tali diritti, neanche per i rimborsi poiché sembra che essi non siano previsti/applicabili per la tratta Torino-Cuneo. 

Ci attendavamo inoltre che il buon proposito di ripristinare il bonus pendolari fosse mantenuto , invece pare che esso sia stato un fatto occasionale, una sorta di una tantum, nonostante il 2017, in particolare gli ultimi tre mesi, fosse stato prodigo di ritardi e disagi per noi pendolari. Peccato! Pensiamo sia un’occasione mancata per dare continuità ad un processo di parziale riparazione ai disagi subiti dai pendolari.
Il terzo punto denuncia invece la problematica della climatizzazione/condizionamento delle carrozze che spesso hanno temperature o troppo basse o troppo alte. Il sistema sembra prevedere solo la condizione di acceso o spento senza avere la possibilità di regolare in qualche modo la temperatura o la velocità di flusso dell’aria. Tale situazione crea forte disagio.
Molti inoltre si chiedono se sia mai stata fatta la pulizia dei condotti e quale sia la qualità dell’aria che ne fluisce, forse meglio non saperlo, ma l’impressione visiva e olfattiva indicherebbe che siano veramente sporchi.
La questione del materiale rotabile a disposizione però non si ferma solo all’impianto di condizionamento ma anche alla sua manutenzione in generale: sistema freni, sistema audio, porte, finestrini e tende. I guasti alle porte, ad esempio, troppo spesso sono fonte di ritardi anche consistenti, mentre quelli ai freni portano anche alla soppressione della corsa. Il guasto occasionale ci può stare, ma il problema che ci preoccupa è che si verificano sempre più spesso e se uniti a quello delle infrastrutture (e.g. binari, linee aeree) la questione diventa veramente critica. 
Merita una nota di osservazione anche la pulizia a bordo treno: una buona parte di viaggiatori si lamenta delle condizioni di pulizia dei sedili, una semplice prova salvietta in effetti ne può testimoniare il loro stato di sporcizia, molti infatti si premuniscono di coperture per ovviare a tale problema.  E’ irrealizzabile la possibilità di effettuare una pulizia igienizzante dei sedili almeno una volta ogni tanto?
Segnaliamo inoltre che spesso vi sono anche degli sportelli di accesso a quadri comandi non adeguatamente chiusi o completamente aperti che possono impedire anche l’apertura alle porte di intercomunicazione tra un vagone e l’altro e diventare  fonte di pericolo, oppure essere oggetto di uso improprio degli equipaggiamenti in essi contenuti.
Da questo quadro generale è evidente che, come già denunciato in passato, il materiale rotabile è vecchio e scarsamente manutenuto ed è necessario che esso venga sostituito il prima possibile con nuovo materiale che preveda dotazioni (e.g. di climatizzazione e videosorveglianza) efficienti e funzionali, e nell’attesa che ciò avvenga è estremamente necessario che venga fatta una manutenzione che ponga rimedio alle varie problematiche al fine di garantire la sicurezza e un minimo di comfort ai passeggeri e anche al personale di bordo.
Dobbiamo inoltre riproporre le problematiche di alcune stazioni in primis quella di Cuneo che presenta un sottopasso al limite della praticabilità e agibilità in occasione delle giornate piovose. Situazione più volte denunciata con richiesta di intervento urgente ma finora disatteso e anzi prorogato avanti nel tempo, ora si parla di un intervento nel 2021. Data che riteniamo inaccettabile.
Si deve arrivare ad avere prima qualche incidente per ottenere l’intervento alle coperture delle pensiline? Oppure ad una azione legale?
17/09/2018 Stesso problema di infiltrazione è presente anche nelle stazioni di Savigliano e Fossano, anche se quest’ultima è stata recentemente oggetto di intervento, ma non è stato fatto sulle pensiline quindi le infiltrazioni bagnano la banchina e di conseguenza le scale, arrivando fino al sottopasso, compromettendo parzialmente quanto fatto di buono. 
Alla stazione di Fossano esistono inoltre altre due problematiche legate all’ingresso del sottopasso al binario 1: la prima riguarda la mancanza di luce sulla rampa scale, in particolare nei mesi invernali, che può essere causa di inciampi nello scendere le scale e conseguenti cadute, e la seconda riguarda lo scarso spazio sulla banchina tra la struttura di ingresso della rampa scale del sottopasso e il binario stesso, si propone quindi di valutare l’installazione di una luce nel vano scale e una protezione a bordo banchina al fine di evitare potenziali incidenti.
Si segnalano inoltre problematiche legate alle biglietterie automatiche spesso non funzionanti, di uso difficoltoso, e in alcuni casi in numero non sufficiente. Viene segnalato inoltre che in alcune stazioni la pulizia delle banchine è spesso approssimativa e vi è un generale stato di trascuratezza che potrebbe essere sicuramente migliorato con alcuni interventi di manutenzione.
Altro tasto dolente è la sicurezza a bordo treno e un servizio di controllo spesso assente in particolare negli orari serali, ad esempio sul  RV10217 delle 19,25, questione già denunciata nelle lettere e incontri precedenti ma che non ha ancora visto un sostanziale  miglioramento.
Unica nota positiva dell’anno, molto apprezzata dai pendolari, è stato il mantenimento del RV10208 delle 7,51 e del RV10215 delle 17,50 nel mese di agosto.
Per concludere, ci attendiamo che le promesse fatte e dichiarate dall’assessore Balocco riguardanti la cadenza oraria dei treni per Cuneo , una minor durata di tragitto e un potenziamento del servizio  nelle fasce orarie di maggior utilizzo, siano mantenute con il nuovo orario invernale,  così come la riapertura del tratto ferroviario Savigliano-Saluzzo,  e ci auguriamo che presto venga riutilizzata per trasporto passeggeri anche la linea Saluzzo-Cuneo, che sia potenziata la linea Cuneo-Ventimiglia/Nizza, e sia ampliata l’offerta commerciale del servizio ferroviario, magari con una linea diretta Cuneo–Alba ad oggi assente.
Naturalmente restiamo a disposizione per eventuali incontri e confronti sulle problematiche sopra descritte e ringraziamo per l’attenzione.

Cordiali saluti
C. Menegon 
Comitato Gruppo Pendolari linea Cuneo-Torino

domenica 19 agosto 2018

COMUNICATO CONGIUNTO SULLA CUNEO - ASTI DA AUTOSTRADA A SUPERSTRADA


"Non perdiamo tempo!”: da trent’anni i sostenitori dell’autostrada Asti-Cuneo usano questo argomento per mettere a tacere chi avanza obiezioni.

Quando una minoranza inascoltata diceva che la soluzione più ragionevole era una superstrada Cuneo-Fossano-Alba, le rispondevano che ci sarebbero voluti vent’anni perché lo Stato trovasse le risorse per finanziarla. Molto meglio aderire all’ipotesi di autostrada a "z”, magari un po’ "originale”, ma l’avrebbe costruita a proprie spese un privato lungimirante…

Così è successo che oggi (passati trent’anni...) abbiamo alcuni pezzi di un’autostrada costruita per i quattro quinti con fondi pubblici (Anas): con quei soldi lo Stato avrebbe potuto costruire l’intera superstrada!

Il privato in questione (la famiglia Gavio) deteneva fin dagli anni Ottanta la concessione per l’Autostrada Asti-Cuneo; la perse dopo una serie di osservazioni di Corte dei Conti e Consiglio di Stato; la riottenne per gara nel 2005 e nel 2012 consegnò l’unico pezzo da lui costruito, i 14 chilometri che arrivano a Cuneo passando sul greto di Stura e attraversando il fiume su un bellissimo ponte in curva... perennemente vuoto. I Cuneesi non sanno cosa farsene, smentendo coloro che  ritenevano essenziale questo collegamento del capoluogo con la rete autostradale.

Dopo la consegna di quei 14 km le ruspe si sono del tutto fermate.

La grandiosa opera ha cominciato a perdere pezzi nel silenzio delle amministrazioni locali. Prima è sparita dai radar la Tangenziale di Cuneo (chi se la ricorda?), poi il fantasioso tunnel sotto il Tanaro. Il sindaco di Alba accettò di sostituirlo con la soluzione più ragionevole: usare la superstrada, che da anni smaltisce egregiamente il traffico, in cambio di alcune migliorie alla viabilità locale.

Tolti questi due petali dalla margherita, Gavio si dedicò, in silenzio, al terzo petalo, con l’aiuto forse inconsapevole dell’allora presidente dell’Unione Industriale, Franco Biraghi.

Il tratto mancante per collegare Cherasco ad Alba prevedeva una galleria (addirittura  due canne da tre corsie l’una), ma Biraghi obiettò che sarebbe bastato un tratto di superstrada che poteva costare meno di un terzo.

Batté per mesi su questo tasto, fino a quando ricevette a Cuneo una visita dell’AD della Asti-Cuneo, Umberto Tosoni, venerdì 14 ottobre 2016.

Dopo un colloquio di un’ora e mezza a porte chiuse, l’annuncio: "La società Asti-Cuneo completerà l’autostrada accollandosi l’intero costo dei lavori, se sarà autorizzato l’accorpamento della gestione della A33 (Asti-Cuneo) con la A21 Torino-Piacenza, prolungando la concessione di quest’ultima di sette anni e allineando la scadenza di entrambe al 2024” (La Stampa 16/10/2016). Non si parla del tracciato. Al centro del discorso il cosiddetto "cross financing”: a Gavio si sarebbe concesso un prolungamento della concessione della succulenta Torino-Piacenza (scaduta nel giugno 2017) e da quei pedaggi avrebbe ricavato il necessario per costruire (con le proprie ditte) il pezzo mancante.

Annunci continui nel corso del 2017 ripetevano che l’accordo "con l’Europa” sarebbe stato cosa fatta. Nel frattempo la concessione della Torino-Piacenza è stata prorogata ai Gavio (non si capisce per quanto), senza che sia stata bandita la gara prevista dalla legge e dalla stessa precedente convenzione.

Nei primi mesi del 2018 il cosiddetto accordo con l’Europa tarda a consolidarsi. Arriva soltanto a fine aprile e stranamente non si parla più della A21 (la Torino-Piacenza), ma della A4, la Torino-Milano. Perché? Tutto avvolto nel più nebuloso segreto. Sembra che Gavio la proroga per la A21 l’abbia già intascata per altre strade.

Ci sarebbero mille cose da dire su quanto è successo e sulle prese in giro che i cittadini della Granda hanno già dovuto subire.

Ma oggi possiamo almeno evitare l’ultima fregatura.

Il nuovo lotto II.6 è un tratto che collega un’autostrada (la A33) a una superstrada (la tangenziale di Alba). Può servire a collegare Alba e Bra al nuovo ospedale di Verduno: già questo basterebbe a consigliare una superstrada senza pedaggio.

Ma c’è di più. L’ipotesi progettuale esistente prevede la costruzione di un mostruoso casello, denominato Alba ovest, che dovendo ospitare le barriere per i pagamenti occupa una superficie enorme in un territorio molto delicato tra la collina e la riva destra del Tanaro, all’interno della "buffer zone”  individuata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Insistere sul volere l’autostrada in quel tratto non ha alcun senso.

Chi lo sostiene usa un solo argomento: non modifichiamo nulla di quanto stabilito perché perderemmo altro tempo.

Se anche fosse vero, varrebbe la pena di spendere tempo per evitare un disastro e un danno per i cittadini.

Ma non è vero. Il tratto da progettare ex novo (lato Cherasco) richiederà mille attenzioni perché si trova in una zona problematica da mille punti di vista, in particolare da quello idrogeologico. E il progetto esistente per il tratto dalla parte di Alba non potrà essere utilizzato così com’è. Saranno necessarie comunque modifiche per adattarlo alla rinuncia al doppio tunnel.

In più i tempi per la progettazione e la costruzione di una superstrada saranno certamente più rapidi di quelli necessari per un’autostrada.

In definitiva chiediamo, per il bene dei cittadini e dell’ambiente, che il tratto II.6 sia costruito sotto forma di tratto superstradale.

PRO NATURA CUNEO (Domenico SANINO)
LEGA AMBIENTE (Bruno PIACENZA)
FORUM PER Il PAESAGGIO (Ugo STURLESE)
FORUM MOBILITA' CUNEO (Claudio BONGIOVANNI)






venerdì 17 agosto 2018

Comunicato del Comitato per la Tutela di Piazza europa

Con un comunicato dell’8 agosto il sindaco Borgna riferisce che il piano periferie, salvo voto contrario della Camera, sarà sospeso fino al 2020. Lo sarà per tutti i comuni i cui progetti non hanno raggiunto le prime 24 posizioni in graduatoria, e questo è il caso di Cuneo, che era finito addirittura oltre il 70esimo posto.

Tutti gridano allo scandalo, ma la ragione appare sempre più semplice e chiara. Il piano periferie è stato concepito fin dall'inizio in un quadro di risorse e di norme molto dubbio: pare si sia operato come in quella favola in cui alcuni sarti furbacchioni hanno dato da intendere al re di lavorare al confezionamento di un meraviglioso abito proprio per lui. “Dicci come lo vuoi: vuoi meravigliosi scavi sotterranei con posti auto a volontà? Li vuoi in Piazza Europa, anche se non è una periferia? Li vuoi anche se l'utilità pubblica è molto dubbia e il danno ambientale è certo? Benissimo, ci mancherebbe, il sovrano sei tu”.

Come al re della favola, il Sindaco ha pensato: questa è musica per le mie orecchie: a me la penna per firmare... e non si è neppure accorto che firmava una convenzione e non un contratto, e che ciò che stava firmando non comprendeva fra i firmatari il proprietario del portafogli... ossia il Ministero dell'economia!

A marzo inoltre la legge istitutiva del piano è stata pure dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte, nella parte in cui ha escluso le Regioni dalla gestione di proprie competenze sul territorio!

Però i sarti continuavano a lavorare, “non abbia timore, nostro re, verrà fuori un vestito bellissimo...”

Poi, però, nella favola esce un bambino piccolo, ingenuo, che comincia a gridare: “Re, guarda che sei nudo, quell’abito prezioso che ti hanno promesso proprio non c’è!!!”

Ricordi, Signor Sindaco, che un comitato di cittadini ingenui l'aveva tante volte gridato: “I soldi per i suoi   progetti non condivisi non ci sono”; e quei cittadini senza etichetta, ma con i loro nomi e cognomi, lo avevano tante volte scritto: “Non si costruisce niente senza risorse in cassa!”

Non ci ha ascoltati ed ora, il Signor Sindaco, viene a sapere da altri di essere sempre stato nudo. La cassa statale non c’è per davvero, o meglio, c'è, ma non per quei progetti lì.

È tutto da rifare, e per fortuna, perché nel ricominciare da capo, ci auguriamo, potremo forse lavorare insieme e lo faremo per finalità giuste e con risorse certe, come è giusto che sia.
Il Comitato per La Tutela di Piazza Europa

martedì 3 luglio 2018

Proposta di realizzazione della pista ciclabile Cuneo-Limone


Ottimo!!! Per fortuna non si pensa solo a costruire parcheggi sotto Piazza Europa!!  
 

 
Finanziata dalla Regione la proposta di realizzazione della pista ciclabile Cuneo-Limone
 
Ha ottenuto il finanziamento, classificandosi al primo posto della graduatoria su un totale di 47 domande presentate, la proposta di realizzazione di un collegamento ciclabile tra Cuneo e Limone Piemonte, lungo l’itinerario internazionale EUROVELO 8.
I Comuni di Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte (questi ultimi tramite l’Unione Montana Alpi Marittime) avevano infatti presentato una manifestazione d’interesse al bando della Regione Piemonte “percorsi ciclabili sicuri”, nell’ambito delle politiche a favore della mobilità ciclabile, per la realizzazione del collegamento Cuneo-Limone, oggi esistente solo in parte, lungo il percorso EUROVELO 8, itinerario internazionale che va da Cadice in Spagna ad Atene in Grecia, attraversando l’Italia del nord seguendo il corso del Po e arrivando dalla Francia in corrispondenza del tunnel del Tenda.
L’intervento di realizzazione del collegamento ciclabile Cuneo-Limone ha un costo stimato di circa 2,7 milioni di euro e il contributo regionale richiesto, e che verrà erogato, è di 1,5 milioni.
Un progetto importante, come ritenuto dalla stessa Regione Piemonte, che infatti ha ritenuto di metterlo in cima alla classifica, e che avrà una valenza che va oltre all’evidente aspetto turistico. Esso consentirà infatti di creare importanti percorsi funzionali alla mobilità ciclabile sistematica, al pendolarismo e a servizio di nodi di interesse collettivo, in un’ottica di maggiore sicurezza per i ciclisti e risolvendo le criticità presenti sulla rete stradale.
«Il lavoro svolto, che è stato positivamente premiato da questo risultato, è il frutto di una forte sinergia tra le Amministrazioni coinvolte, che ha visto anche il supporto e il sostegno di oltre 20 tra associazioni di categoria, imprese e associazioni culturali e ricreative del territorio coinvolto, nonché della Provincia di Cuneo, dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime - spiega Davide Dalmasso, Assessore alla Mobilità del Comune di Cuneo capofila del progetto -. La pista ciclabile, che consentirà di raggiungere in totale sicurezza l’abitato di Limone Piemonte partendo dal centro di Cuneo, ha un costo complessivo di 2.694.000 €, dei quali 1.500.000 derivanti dal finanziamento regionale e i restanti 1.194.000 messi a disposizione dai Comuni di Cuneo e Borgo e dall’Unione Montana Alpi Marittime per i Comuni di Roccavione, Robilante, Vernante e Limone Piemonte».
Il progetto, oltre a prevedere il collegamento tra i vari comuni, con particolare attenzione anche agli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, ha risvolti importanti anche in tema di intermodalità tra il treno e la pista ciclabile e, in sinergia con altri bandi europei, è prevista la realizzazione di punti di interscambio (velostazioni) nelle stazioni ferroviarie in modo che chi utilizza la bicicletta possa facilmente anche utilizzare il treno e viceversa, trovando servizi dedicati. Inoltre si è trattato di una progettazione partecipata con i cittadini, che ha permesso di avere molti riscontri ed ha fatto emergere un notevole interesse della popolazione per l’implementazione della rete ciclabile, purché integrata da servizi di custodia controllata, gonfiaggio e manutenzione, accessibili a tutti.
«La proposta progettuale è stata definita raccogliendo le esigenze dal basso, contattando le scuole dell’area, le associazioni di categoria, coinvolgendo le associazioni ciclistiche o legate all’outdoor (FCI e FIAB Bicingiro in primis), ovvero partendo dal presupposto che una progettazione partecipata sia indispensabile per garantire la corretta definizione dei contenuti del progetto e la sua buona riuscita» aggiunge l’Assessore Davide Dalmasso.
Per questo motivo in fase di elaborazione del progetto era stato predisposto anche un apposito questionario online, che ha raccolto le risposte di 8.022 utenti e ha fatto emergere un gradimento della viabilità ciclabile che varia da comune a comune (aspetto che tiene conto dell’attuale offerta di percorsi ciclabili sui diversi territori, diversi anche dal punto di vista morfologico), oltre a rilevare che un campione del 33,7% utilizza la bicicletta da 2 a 3 volte a settimana per i propri spostamenti. La quasi totalità del campione analizzato si è detta convinta della necessità di un miglioramento delle piste ciclabili del proprio comune o dei comuni adiacenti e il 92,7% ha risposto che, una volta migliorata la viabilità ciclabile, utilizzerà la bicicletta nel tempo libero, mentre la bici potrebbe diventare mezzo di trasporto per il tragitto casa-lavoro per il 41,8% del campione e per andare a fare acquisti per il 36%.
 
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Città di Cuneo
Ufficio Stampa